La vita continua, nonostante tutto e nonostante tutti. Periodi difficili e in salita intercalati da momenti, solo momenti di serenità. Una sfida continua da affrontare per vivere un presente e costruire un futuro. Giornate impegnative dove la mente non stacca mai, minuti che possono sconvolgere e modificare placide esistenze. Periodi intensi dove istanti piacevoli sono un lusso e una conquista: un profumo di un dolce che ricorda la mia infanzia, un complimento piacevole che accarezza la mia vanità, una serata insolita all'insegna dello sport e chissà cos'altro.....Ma in fondo tutto questo "c'est la vie" anzi "c'est la vie en rouge": il colore che si addice di più alla vita....giovedì 26 novembre 2009
La vie en rouge
La vita continua, nonostante tutto e nonostante tutti. Periodi difficili e in salita intercalati da momenti, solo momenti di serenità. Una sfida continua da affrontare per vivere un presente e costruire un futuro. Giornate impegnative dove la mente non stacca mai, minuti che possono sconvolgere e modificare placide esistenze. Periodi intensi dove istanti piacevoli sono un lusso e una conquista: un profumo di un dolce che ricorda la mia infanzia, un complimento piacevole che accarezza la mia vanità, una serata insolita all'insegna dello sport e chissà cos'altro.....Ma in fondo tutto questo "c'est la vie" anzi "c'est la vie en rouge": il colore che si addice di più alla vita....giovedì 5 novembre 2009
Il potere di un uomo
Legata a te da un insolito filo di speranza che si è trasformato in trappola. Una trappola che incantena il cuore. Un cuore che sanguina legato a ricordi e al sentimento. Sono stata prigioniera nelle tue mani. Sono stata schiava sottomessa al tuo potere di uomo. Hai sciolto la corda che mi unisce a te....è lenta....non stringe più mani e piedi, potrei toglierla definitivamente e ritenermi libera, ma c'è qualcosa di più forte che mi lega a te, la voglia di essere ancora tua prigioniera.mercoledì 4 novembre 2009
Nella morsa di un ragno
In bilico fra azione e staticità mi muovo sulla ragnatela del destino che sta tessendo la sua tela come un paziente e astuto ragno. Sono in trappola fra presente, passato e futuro. Amo il passato per quello che mi ha dato e mi ha insegnato. Sto odiando il presente perchè mi fa vivere in attesa . Temo il futuro poichè mi farà soffrire. Non potrò sfuggirgli. Qualcuno lo ha già scritto.Senza titolo
Vieni pure da me. Baciami le labbra. Accarezzami il corpo. Coprimi di baci. Sarò completamente nuda e in tuo potere. Ti lascerò fare. Entrerai con dolcezza nella mia anima e nel mio corpo. Sarai crudele e mi farai soffrire poichè mi farai attendere troppo il dolce momento. Ma dopo so che non sarò più la stessa. Sarò tua, completamente tua e sarò in estasi quando mi bacerai sulle labbra per dirmi che mi ami. E io amerò te...per l'eternità.sabato 31 ottobre 2009
Help
Ho sempre guardato al bene degli altri più che forse al mio. Per quanto ho potuto ho cercato di fare fatti per accontentare gli altri. Ma conosco i miei difetti, anzi per meglio dire il mio punto debole. Chi mi conosce bene dice di me che sono un ottimo"executive". Non sempre però, c'è un limite a tutto. Ora questo limite è arrivato.Per quanto riguarda gli affetti purtroppo, ho pochi limiti ed lì è il mio punto debole. In questa notte di Hollewen richiedo l'aiuto di chi ha più potere di me.
venerdì 30 ottobre 2009
A volte non si hanno più lacrime, più parole e ci si rassegna al volere altrui. Ma fino a quando si può resistere? Fino a quando si può nascondere la testa sotto la sabbia senza far nulla? Si può sperare che le persone cambino? E' meglio dire o non dire? Quando tutto questo finirà? Quanto lo schiavo può resistere al padrone senza ribellarsi?Non ho più voglia di ridere, nè di scherzare. La gogliardia non fa per me. Un giorno mi dissero che prendo la vita troppo sul serio. Infatti, per me la vita è una cosa seria ed è proprio per questo che non sono più sicura di volerla.
mercoledì 28 ottobre 2009
LA FINE
Non ho molte parole, solo immagini che stagnano nella memoria e decidono di torturarmi l'esistenza. Crudeltà e ipocrisia sono le Regine del gioco. Troppe Regine, troppi Re intorno al povero suddito fedele e indifeso. Una lenta agonia che brucia l'anima di chi ama e ricorda. Una dolce parola si avvicina, crudele ma efficace che metterà termine alle sofferenze: FINE.L' attesa
Aspetto qualcuno. Guardo dalla finestra per vederlo arrivare, ma so perfettamente che non ci sarà. Attendo una telefonata. Chiamano ma non è chi penso si ricordi di me. Le cose cambiano, ci si dimentica presto di ciò che è stato. Io no invece, non dimentico nulla purtroppo, nè frasi, nè sorrisi, nè parole, nè delusioni.Driin....il telefono squilla....Pronto .... Le propongo un'offerta di ..... pubblicità :(
Bip Bip....un sms al cellullare....guardo....è solo la TIM che mi propone un'offerta.... pubblicità :(
Ho capito che l'unica a cui interesso è la pubblicità. Quella che non mi molla mai, che è sempre presente....e mi da l'illusione che possa essere chi davvero vorrei fosse.
Strane coincidenze in questa ultima settimana. In uno scaffale tre libri di altrettanti autori che mi fanno ricordare qualcosa e qualcuno: Ken Follett ... Paolo Giordano ..... Zafon...Faletti....l'ultimo...colui che mi ricorda che forse Dio esiste, che forse vede e provvede, che forse esaudisce qualche desiderio. Ma stavolta neppure Lui ha esaudito ciò che desideravo. Mi dovrò rivolgere al Diavolo quindi ? Non c'è altra scelta a quanto pare.
Spero nella sua complicità...
lunedì 26 ottobre 2009
ACCADRA'
Sarà la che accadrà. Dove è iniziato. Dove è finito.Avrò la mente annebiata quando mi ci stenderò sopra nel silenzio assoluto. Distante dal mondo, dalle persone, dagli altri, da chi ormai non c'è più e a cui non interesso più. In fondo nella vita si è solo numeri. Mi chiedo che numero mi abbiano attribuito alla mia nascita. Forse il 66. Sì credo proprio questo numero. Troppe volte si è presentato nella mia vita. Troppe volte è stato presente. Pensare che basterebbe un'altro 6 vicino e rappresenterebbe il numero del Diavolo. Io non credo in certe superstizioni ma sembrerebbe che questa sia l'eccezione che conferma la regola. La mia mente ricorderà tutto, dall'inizio alla fine tutto quello che è stato. Ricomporrà i puzzle o i mosaici di come sono andate le cose. Paranoie? No. Realtà. Socchiuderò gli occhi. Farò fatica a tenerli aperti. Potrebbe essere lenta l'attesa. Ci vorrà tempo. Ma arriverà. So che arriverà.Ma non m'importerà del dopo.
LA BELLEZZA DI UNA DONNA

La bellezza di una donna è quella che colpisce a prima vista e questo è fuor di dubbio. Ma l'anima ? L'anima di una donna è quella che soffre e che ama di più. Che si sacrifica di più e che forse nasconde la sua tristezza agli altri per non trasmetterla, per non far soffrire gli altri. Alcuni dicono che l'arma di difesa di una donna sia il pettegolezzo, alcune donne però non lo usano e forse lo usano poco. Le donne che non usano il pettegolezzo sono uomini allora? Allora beate le donne che sono uomini per questo. Ci sono donne che amano troppo, che guardano sempre oltre per gli altri e per se stesse hanno fatto davvero poco, che hanno dato sempre di più di quanto hanno ricevuto. Ci sono donne che hanno dovuto restare fuori dal coro per tanti motivi, solo per difendere quel poco che avevano. Ci sono donne che hanno sofferto, che hanno ricominciato senza l'appoggio di nessuno. Che hanno soffocato i loro desideri, la loro natura, le loro speranze. La malattia peggiore di certe donne è l'empatia. Ci sono donne che hanno suggerito idee, organizzato,amato avendo ricevuto poco in cambio. A queste donne è proibito arrabbiarsi, è proibito sfogarsi, è proibito lamentarsi. Evidentemente queste donne devono scontare un peccato: quello di essere nate.
domenica 4 ottobre 2009
Io, Giorgio e Blogbuster
Eccomi di nuovo su Blogbuster con un commento sull'ultimo libro di Giorgio Faletti "Io sono Dio".Non c'è che dire.... Giorgio Faletti scrive davvero "divinamente" ....
domenica 7 giugno 2009
Pensieri del giorno ossia frasi celebri
Beppe Grillo: La vita è una tempesta, prenderlo nel culo è un lampo. Saggio e scurrile.Nonna materna (mia): Anche ogni bel ballo stanca. Questa sì che è "esperienza".
Proverbio: Lontano dagli occhi, lontano dal cuore. Non sempre è così.
Uomini: Potrai sempre contare su di me. ....Ma per cosa?
Dubbio: meglio l'uovo oggi che la gallina domani. Non l'ho ancora deciso, avrò ancora
tempo?
Ipocrisia di un uomo qualsiasi: "Cara ti porto a mangiare fuori. Ti vedo così stanca!" Voleva dire: Siccome fai da mangiare da schifo, preferisco trovarne pronto altrove.
Morale della favola: "tutti in tavola".
Mi scuso con chi passa di qui.....
sabato 23 maggio 2009
Angeli e demoni
Gli "Angeli e Demoni" non esistono solo al cinema ma anche nella vita. Chi a volte sembra angelo è un demonio e a volte il demonio non è così terribile come lo dipingono al punto che può sembrare un angelo. L'unico vantaggio in questo è che del demonio ne hai paura e stai in guardia per difenderti, mentre da un angelo non ti aspetti certe malvagità. Tutto sta a riuscire a capire chi è davvero angelo e chi è davvero demonio e quando ce ne accorge è davvero troppo tardi.lunedì 16 marzo 2009
Io e Blogbuster in...Australia
Rieccomi ancora....uffa direte Voi ;)..... su Blogbuster con il commento al film Australia. Vabbè portate pazienza, tanto lo sapete che ho la mania del cinema, anzi la passione :)Bacione a chi passa di qui e su Blogbuster.
mercoledì 11 marzo 2009
Un po' di Eros
Un giorno Ainia lo accoglie con un abbraccio. Stojan sente il tremore della passione per questa donna misteriosa, senza passato, che sorride ad ogni sua domanda. La stringe e l'abbraccia e la bacia e le alza la gonna e la rincorre per il ristorante ancora chiuso e la insegue su per le scale e la raggiunge sulla porta della sua stanza e le morde le labbra e la fa urlare e la spoglia e si fa spogliare e affonda il suo viso nel seno bollente e sudato e si fa largo tra le sue gambe e mentre lei ride e ansima e geme la prende senza fermarsi mai, come se tenerla avvinta a sè fosse qualcosa di irresistibile, di ancestrale.Ci spoglieremo in fretta come fanno gli amanti, mi accarezzerà con le dita umide di saliva iniziando dall'ombellico e poi scenderà adagio, adagio come gli ho insegnato, prenderò il suo sesso caldo dal gusto aspro e salato come il mare delle sue isole. Dopo che l'avremo fatto si distenderà su un fianco, la mano poggiata sulla guancia, il gomito puntellato sul lenzuolo stropicciato e mi guarderà colmo di sollievo.
(Paola Calvetti, Perchè tu mi hai sorriso)
domenica 8 marzo 2009
A proposito di donne....
Non si nasce donna: si diventa. (Simone de Beauvoir).Diffidate dell'uomo che inneggia alla liberazione della donna: sta meditando di lasciare il lavoro. (Erica Jong).
Ci siamo ribellate ai "lavori femminili" e ci siamo gettate a capofitto nei "lavori maschili". E così adesso ci tocca fare entrambi e faticare il doppio. (Anne Wilson Schaef).
Non serve a nulla esser giovane se non si è bella, nè esser bella se non si è giovane. (François de La Rochefoucalud).
Un uomo che non si è ancora sposato è incompleto. Poi è finito. (Zsa Zsa Gabor).
La misura ideale delle tette è a coppa di champagne. Le mie sono a tappo di champagne. (Luciana Littizzetto).
lunedì 23 febbraio 2009
Carnevale d'amore
Come una tigre difendo il nostro amore,divento gheisa per donarti piacere,
mi trasformo in amante per stuzzicare il tuo desiderio,
mi travesto da bambola per lasciarti fare ciò che vuoi di me,
sono solo una femmina quando lo desideri,
mi travesto da puttana e appago la tua voglia,
sono una dea che anima i tuoi sogni,
divento ciò che vuoi,
come solo una donna può fare.
mercoledì 18 febbraio 2009
Io, Blogbuster e ...Tom Cruise
Rieccomi alle prese con una nuova recensione su Blogbuster del film Operazione Valchiria. Un film davvero entusiasmante ed emozionante. Se lo avete visto forse concorderete con me, se non lo avete visto non perdetevelo. Ne vale la pena ;)Un abbraccio a chi mi legge e a chi passa di qui e su Blogbuster.
lunedì 16 febbraio 2009
Questa è carina....
Sì la foto è decisamente carina. Ma è molto carina anche questa barzellettina:LUI: ""Signorina, se le dicessi: sono squattrinato, non ho l'automobile, parlo male e sono maleducato, sono fallocrate, schizofrenico, nevrastenico, asmatico. Mi spiluccio le caccole dal naso. Ho la forfora, le piattole, i vermi, lo scolo, una moglie, otto figli, le mutande sporche, il collo lercio, polsini luridi, le scarpe bucate, fedina penale sporca, vari tic, crisi, mi rotolo per terra, bevo, sbavo, sputacchio, sniffo la colla, l'etere, i tubi di scappamento, russo, mi scrocchio le dita, mi rosicchio i colletti delle camicie, sono lunatico, mi pulisco le gengive con l'indice, ho il cazzo piccolo, non mi piace Sartre, detesto la musica, mi fa schifo ballare, sono cannibale, faccio errori di ortografia, ho le mani umidicce, il naso gocciolante, vorrei che venisse la guerra per fare il traditore, sono sfaticato, ladro, scatologico, ho la pancia molliccia, il fiato fetido, pensieri torbidi, sguardo sornione, gesti brutali, stacco le ali alle mosche, foro gli occhi dei gatti, racconto agli amici i dettagli dei miei rapporti sessuali, accetterebbe di uscire con me?""
LEI: "" Vada via! Che orrore!""
LUI: "" Ecco, lo sapevo che non dovevo dirle che ho il cazzo piccolo....""
(Wolinkski)
lunedì 19 gennaio 2009
Non c'è più religione....
Alcuni mesi fa in un bar ascoltai una conversazione fra un uomo pio di chiesa e un'avventore: "Sai, tempo addietro la nostra Parrocchia voleva organizzare una serata particolare per alcuni bambini e adulti non vedenti e stavamo cercando una sala di un ristorante per attuarla. Il signor ...... non ci volle concedere il salone del suo ristorante perchè temeva che in questa occasione venisse danneggiata. Ci rimasi molto male. Ho saputo che adesso ha chiuso per fallimento. Ti dirò....sono contento che sia successo. Così gli stà bene......"Ci rimasi di sasso! Un uomo pio, che fa questo genere di discorsi in pubblico? Senza vergogna e senza pudore?! Ma dove sono la tolleranza e l'indulgenza? Dov'è la comprensione? Dov'è la pazienza? Forse quel ristoratore avrà avuto le sue buone ragioni per non affittare la sala. Non sono affatto una frequentatrice di Chiesa se non a causa di forza maggiore (matrimoni o funerali), mi considero una laica al 100% ma mai e poi mai nella mia vita mi sono sognata di godere di una disgrazia altrui e invece devo sentire questo discorso da un uomo frequentatore di Chiesa? anzi per meglio dire un bigotto? Ho sempre avuto timore di questa "razza umana" che considero più subdola e pericolosa di un serpente, da evitare come la peste e questo esempio ne è proprio una lampante dimostrazione.
Anche più di un detto genovese la pensa come me e precisamente: "Chi veu vive da bon cristian, da-i begghin stagghe lontan" cioè "Chi vuol vivere da buon cristiano dai beghini stia lontano". Fanatismo e ipocrisia hanno sempre avuto vita scomoda in Liguria. La fede non manca, certo che no, ma per gente che fa bandiera di una schetteza che a volte rasenta la brutalità, si tratta di un cristianesimo un po' particolare, almeno quanto basta per non aver mai acceso fuochi sotto eretici di nessun tipo. Ed è spiegabile, che andar per mare, conoscere il mondo, rende tolleranti e abitua a guardare alla sostanza delle cose. Giusto, quindi, diffidare dei collitorti e dei baciapile, che in chiesa vanno a lucidare panche e a portar problemi che nulla hanno a che fare con la religione. E i liguri ci tengono a ribadire questa verità che sottolineano con altri gustosi proverbi come: "Beghin de gexa, diao de cà" "Beghino di chiesa, diavolo in casa." (tratto dal libro "Proverbi Liguri" di Rusconi).
Provate gente, provate e..........scappate più lontano possibile quando ne incontrate uno o una.
Buona fortuna!
lunedì 22 dicembre 2008
La vendetta dei cinghiali
Il titolo di questo post sarebbe adatto ad un libro dell'orrore di Stephen King, oppure potrebbe essere il titolo di uno dei miei racconti osè ;)...niente di tutto questo.Voglio solo commentare un paio di notizie sull'argomento accadute proprio ieri nella mia regione. Caccia aperta ai cinghiali: un cacciatore di 71 anni viene caricato e ucciso da un cinghiale che lo ha spinto giù da un dirupo...
Insomma, in questo fine settimana i cinghiali hanno avuto la loro rivincita sui cacciatori, anzi nel primo caso direi una vera e propria vendetta e nel secondo è proprio il caso di dire: "anche i cinghiali hanno un'anima" ;)
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Vi faccio i miei migliori auguri per uno splendido e sereno Natale, Santo Stefano, Capodanno e Epifania. Trascorrete nel migliore dei modi e come desiderate queste festività: riposatevi, dormite, mangiate, bevete, divertitevi e fate l'amore ma mi raccomando....niente caccia al cinghiale :)))
Un bacio a chi passa abitualmente di qui, davvero gentili e premurosi nonostante la mia lunga latitanza sui vostri blog, un bacione di benvenuto ai nuovi arrivati e arrisentirci nel 2009!!!!!!
martedì 9 dicembre 2008
Un sorriso !
Imperdonabile come non mai non sono più riuscita per questioni di tempo che è davvero tiranno :( nè a scrivere, nè a venirvi a trovare sui vostri blog. Scusatemi....spero di ritornare quanto prima....ma prevedo sicuramente di riuscirvi dopo queste festività natalizie!Nel frattempo per chi passa di qui riporto qui alcune frasi tratte da un libro: "Dottore ho i dolori aromatici" di Antonio di Stefano...che elenca vari strafalcioni, asinate, castronerie purissime e papere esilaranti...fra le parentesi è indicata la provenienza della frase). Spero vi facciano sorridere:
"Si affitta l'abitazione del terzo piano. La signora del primo piano la fa vedere a tutti" (Terrasini, Palermo).
"Non andate altrove a farvi rubare. Provate da noi" (negozio di abbigliamento a Napoli).
"Questa macelleria la domenica rimane aperta solo per i polli" (Capo d'Orlando, Messina).
"Si ammazzano galline in faccia" (Cagliari).
" QUI CHIAVI" (Negozio di ferramenta a Cagliari).
"QUI CHIAVI A VISTA" (negozio di ferramenta Via Sciuti a Palermo).
QUI CHIAVI IN CINQUE MINUTI" (negozio di ferramenta, Guardia Sanframondi, Benevento).
IL BUCO di Silvana C. Moda Giovane (Cesano Maderno, Milano).
L'ALTRO BUCO delle Sorelle Cappellano - Ristoro (Provincia di Bari).
"Rubano un'auto e tamponano quella dei complici" (dai giornali).
"Restò chiusa in ascensore col fidanzanto, è incinta. Il padre fa causa al condominio (dai giornali).
"Derubato in casa quindici volte. Con l'ultimo colpi gli hanno portato via anche l'antifurto" (dai giornali.)
TROMBA MARINA PER UN QUARTO D'ORA (Corriere del Mezzogiorno edizione di Messina 1997).
Si è spento l'uomo che si è dato fuoco (Giornale di Sicilia); Palazzo della Zecca. Venerdì chiuso per disinfestazione (Giornale di Sicilia, 6 settembre 2000).
Un bacione a chi passa di qui...:)
lunedì 17 novembre 2008
L'alfabeto delle donne e degli uomini sull'amore
DONNA UOMO:A: Amore Anvedi che gnocca!
B: Bacio Baci
C: cuore Conquista
D: donare Determinazione
E: empatia Egoismo
F: felicità Fin che me la da
G: gioia il famoso punto G
H: non ci capisco un H idem
I: innamoramento ??
L: lussuria libertà lussuria e libertà
M:mamma quanto mi piace mamma ce n'è una sola
N: non ti scordar di me Non rompermi le palle più di tanto...
O: ...... ......
P: dar piacere provare piacere
Q: qualità sesso quando mi va
R: realismo e rinunce (le) ruote della mia macchina nuova!
S: sopportazione sesso....sesso....sesso, soldi
T: tradirà? tradirà?
U: uffa uffa
V: voglia o vaff... voglia o vaff...
Z: zzzzzzzzzz zzzzzzzzzzzzzz
In grassetto a destra ciò che pensa una donna ....a sinistra ciò che pensa un uomo....vabbè solo per riderci su.....ovvio che non sono tutte o tutti così
venerdì 7 novembre 2008
Il sapore della vendetta - Racconto osè
Racconto erotico - DRAMMATICO di fantasiaIl telefono squilla: "Si', pronto"
"Ciao"- riconosco la sua voce calda e morbida. Un tuffo al cuore e mille emozioni riecheggiano nella mia mente e corrono sulla sulla mia pelle. Sono confusa e sorpresa. Vorrei sapere tutto di lui, dov'è stato in tutto questo tempo, ma la sua voce determinata e sicura interrompe i miei pensieri:
"Potresti fare una cosa per me?"
"Se posso...."
"Vorrei far l'amore con te"
Erano trascorsi mesi dal nostro primo incontro. Da quell'incontro casuale in una libreria del centro.Entrambi posammo le mani sullo stesso libro, le nostri mani si sfiorarono, lo guardai negli occhi e la scintilla dell'attrazione si accese dentro di me.
"Ti piace Coehlo?"
Una semplice domanda e la nostra conversazione scivolò fluida come fra due persone che si conoscono da tempo. La gente intorno a noi non esisteva più. C'eravamo solo noi e l'avidità di conoscere più cose di uno e dell'altra. Dovevamo entrambi tornare nei nostri rispettivi uffici. Ci salutammo con la promessa di rivederci il giorno dopo, sempre nell'ora di pranzo. Nel tardo pomeriggio la mia collega mi preannuncia: "C'è una telefonata per te".
Era Lui che mi chiedeva di incontrarci la sera stessa. Non voleva aspettare.
Avrei voluto inventare una scusa e farmi desiderare ma il mio istinto e la sua voce mi persuasero a dire di si. Cosa c'era in lui che mi attraeva così fortemente. Forse il suo viso, i suoi occhi, le sue labbra, la sua voce, il suo profumo oppure fu quell'istante in cui le nostre mani si toccarono: un brivido piacevole mi attraverò la schiena e arrivò alla mente e al cuore.
La sera stessa mi raccontò molto di lui mentre passeggiavamo in riva al mare. Mi parlò di quella donna di cui era follemente innamorato e che invece lo lascio per un'altro. Quell'abbandono lo fece sprofondare in una crisi dalla quale non riusciva a risollevarsi a tal punto che perfino la sua stessa vita era diventata un peso. Cambiò città, lavoro, amici, tutto quello che gli ricordava Lei per poterla dimenticare. I suoi occhi mentre mi parlava, soffrivano ancora. Erano tristi e umidi di lacrime trattenute. Non riuscivo a non partecipare alla sua tristezza, la sentivo, desideravo catturarla e seppellirla per sempre ma non potevo far nulla se non ascoltarla e soffrire con lui.
"Sai ti assomiglia molto. Lei si chiama come te" mi disse "Non avrei voluto fosse così, mi sentivo colpevole. Gli ricordavo tutto quel male vissuto, ma in parte ne ero lusingata. Lui era lì con me probabilmente proprio per la mia somiglianza con quella donna.
La notte fu mia complice. Non smettevo di guardargli le labbra. Mi piacevano e il desiderio di baciarle non mi dava tregua. Mi avvicinai, dapprima le sfiorai e poi gli baciai leggermente il labbro superiore. Gli piacque. Non aspettava altro che quel segnale. Mi infilò dolcemente le mani nei capelli piegandomi la testa all'indietro e mi baciò profondamente affondando la lingua nella mia bocca. Mi piaceva il suo sapore. Le sue mani si posarono sui miei fianchi e mi attirò a sè. Sentivo il suo calore. Le sue labbra e il suo respiro sul mio collo, il suo desiderio crescere. Esistevamo solo noi due e la notte. Non conoscevo molto di lui, solo il suo nome e che amava ancora una donna che si chiamava come me. Sussurrava quel nome, il mio nome mentre mi baciava, mentre mi stringeva. Volevo allontanarmi, non volevo andare oltre quella sera, provai a farlo, ma mi trattenne. Mi girai a guardare il mare appoggiandomi leggermente alla ringhiera. Lui mi raggiunse e da dietro mi abbracciò. I nostri corpi uniti aderivano perfettamente. Decisi di lasciarmi andare e seguire soltanto il mio e il suo desiderio. Le sue mani scivolarono lentamente sui miei seni, sul ventre, sulle cosce, seguivano e accarezzavano ogni curva. Il suo sesso e il suo respiro erano sempre più vogliosi. Con un ginocchio mi allargò dolcemente le gambe e le sue dita si insinuarono fra le mie cosce. Le allontanai e gli sussurai: "No". Gustò le dita bagnate del mio umore. Arrotolò lentamenente la gonna e appoggiò il sesso caldo sulla mia pelle.
Il mio desiderio non aveva confini. Lo volevo dentro di me, lo pretendevo e istintivamente mi chinai leggermente in avanti in attesa di quel momento. Scivolò dentro di me lentamente. I nostri respiri si fecero sempre più affannosi. Assecondai i suoi movimenti il più lentamente possibile per prolungare quel piacere caldo e dolce. Le sue dita affondavano sui miei fianchi e con un sospiro lo sentii quasi silenziosamente raggiungere l'apice del piacere dentro la mia carne. Ancora una volta ripetè il mio nome accompagnato da un gemito che soffocò affondandomi il viso sul collo. Rimanemmo abbracciati così a lungo mentre la calda unione dei nostri due sapori stava colando lentamente lungo l'interno delle mie cosce.
Erano trascorsi alcuni mesi da quell'unico nostro incontro. Il ricordo delle sue mani su di me e di quelle sensazioni si stava affievolendo. Lo avevo cercato più volte ma al suo telefonino non era più rintracciabile. Aveva cambiato lavoro e i suoi colleghi di lavoro non mi seppero dire dove avrei potuto trovarlo. Non conoscevo quasi nulla di Lui, se non il suo nome. Avevo fatto l'amore con uno sconosciuto. Ora dopo tanto tempo quella telefonata. Nessun preambolo, nessuna frase in più: mi desiderava e voleva far l'amore con me.
"Raggiungimi in Toscana...." e mi diede l'indirizzo.
Lui viveva e lavorava a Firenze. Volevo rivederlo. Nessun uomo mi aveva mai intrigato quanto Lui. La sua voce, i suoi occhi, la sua bocca, le sue mani e tutto di Lui mi piaceva e mi eccitava. Solo sentire la sua voce e quella frase al telefono mi ritrovai bagnata di desiderio.
Il mio orgoglio che avevo sepolto sotto l'attrazione che provavo mi imponeva di chiedergli comunque delle spiegazioni. Era libero di fare ciò che voleva, ma volevo conoscere le ragioni di quel cambiamento, volevo sapere più cose di lui, di quello sconosciuto che accolsi fra le mie gambe o forse semplicemente mi stavo innamorando. Durante il viaggio la mia mente elaborò una serie di domande da fargli. In una serata tiepida di marzo percorsi in auto con il cuore in gola per l'eccitazione e con il desiderio di rivederlo, il viale sterrato che portava all'ingresso di quel vecchio casale di campagna. Mi stava aspettando sulla porta d'ingresso.
"Ciao. Tutto bene?" - mi accolse con un sorriso e con queste uniche e fredde parole.
La serie di domande che volevo rivolgergli si congelò nei miei pensieri. Ero felice di rivederlo, lo avevo desiderato tanto e ora era lì davanti a me dopo tanto tempo. Era dimagrito. Lo sentivo glaciale e distaccato. Una luce particolare nei suoi occhi mi diceva che qualcosa in lui era cambiato. "Bellissima questa casa...è tua? Son felice di ved..."
Non riuscii a finire la frase poichè mi impedì di parlare con un bacio penetrante e prepotente che terminò con un leggero morso sulle labbra. Mi prese per mano e mi accompagnò in silenzio al piano di sopra lungo una scala scricchiolante di legno. Riuscii a vedere poco di quella casa ma la trovai confortevole e accogliente. Ci dirigemmo in camera da letto dove vi era soltanto un letto in ferro battutto coperto da un copriletto bianco e una vecchia cassapanca di legno dove la fiamma di alcune candele colorate regalavano alla stanza una luce soffusa, tremula e un seducente gioco d'ombre. Con un gesto rapido mi tolse il cappotto e mi spinse verso il letto. Lo lasciai fare, non opponevo resistenza. Mi baciava e mordeva il collo ripetendo il mio nome ma anche il nome di colei che lo lasciò. Mi chiesi se continuava a soffrire per quell'abbandono e ancora una volta mi sentii in colpa. Ero consapevole che con me il ricordo di quella sofferenza si materializzava. Le assomigliavo nei capelli, negli occhi, nei modi di fare e soprattutto portavo quel nome.
Ero nelle sue mani e mi piaceva esserlo. Sentivo il suo desiderio forte e a tratti violento. Stava facendo l'amore con me con passione, con desiderio ma soprattutto con rabbia. Mi aprì violentemente la camicetta quasi strappandola. La fece scorrere sulle spalle bloccandomi le braccia, abbassò il reggiseno e si tuffò avidamente sui seni. Li baciò, li succhiò e li morse a lungo quasi a farmi male. Alternavo momenti di piacere e di dolore. Continuavo a lasciarlo fare, completamente in balia di quei baci e del desiderio per lui che avevo provato e soffocato per mesi. Con un gesto rapido mi sfilò i collant e gli slip. Mi allargò le gambe e diresse i suoi baci alternandoli a piccoli morsi sul mio sesso. Si abbassò i pantaloni e affondò dentro di me violentemente. Gemevo di un piacere misto a dolore. I suoi movimenti sempre più decisi e forti non mi davano tregua. Ero ubriaca di Lui ma il livore con il quale mi stava possedendo mi risvegliò da quell'ebbrezza. Non stava facendo l'amore con me, mi stava scopando con rabbia. Lo guardai e non riconobbi quell'uomo che avevo incontrato mesi prima e di cui forse mi stavo innamorando. Ebbi la sensazione che stava riversando su di me tutta la sua rabbia dettata dall'abbandono di quella Lei: non stava facendo l'amore con me ma con Lei.
"Fermati ti prego" gli chiesi. Non provavo più piacere ma soltanto stupore e paura.
"Zitta puttana" mi disse mordendomi le labbra fino a farle sanguinare. Ora avevo la conferma: nella sua mente io ero Lei. Raggiunse l'orgasmo e si sdraiò su di me ansimando. Il peso del suo corpo mi impediva i movimenti. Non avevo parole ma soltanto una gran voglia di divincolarmi e liberarmi da quell'abbraccio perverso e fuggire. Provai a farlo. "Non ti muovere" mi disse trattenendomi con forza sotto di Lui. "Non pensare di abbandonarmi come hai già fatto".
Ero ancora più confusa e spaventata. Ecco cos'era quella sua strana luce negli occhi. Era odio, era rancore, era rabbia ma soprattutto follia. Quella donna era diventata per Lui un'ossessione fino a a farlo diventare pazzo. Purtroppo le assomigliavo e nella sua mente malata ero un'ottima opportunità per vendicarsi di Lei. Provai a parlargli e a farlo ragionare. "Lasciami andare...ti prego...io non sono..." Mi premette la mano sulla bocca e m'impedì di continuare la frase.Ero terrorizzata. Non sapevo più cosa fare, non sapevo cosa volesse ancora da me. Piansi lacrime silenziose. Avevo fatto l'amore due volte con lo stesso uomo ma che non conoscevo affatto. Dolce e tenero quella sera sul lungomare, violento e aggressivo su quel letto in quella casa di campagna. Entrambi due sconosciuti. Per Lui io non ero una sconosciuta: ero Lei, quella che lo aveva lasciato per un'altro, che gli aveva tolto la gioia di vivere e gli aveva demolito il sogno che stava costruendo.
Per Lui adesso io ero soltanto l'oggetto della sua sottile, perversa e personale vendetta.
Si sdraiò al mio fianco e con le braccia mi teneva ferma. Ero mezza nuda e tremavo dal freddo e per la paura. Il suo calore, il suo sapore e il frutto del suo piacere fra le mie gambe mi facevano ribrezzo. Mi feci coraggio e cercai di liberarmi da quell'abbraccio. Cercò di trattenermi. Gli morsi un braccio. Urlò dal dolore e allentò la presa. Con tutte le mie forze mi alzai più in fretta possibile e cercai di aprire la porta. Era chiusa. Tremante e spaventata persi attimi preziosi nel girare la chiave lasciata nella serratura. " Fermati dove sei o ti ammazzo" urlò.
No, non volevo credere a quelle parole. Era tutto un terribile sogno, stavo vivendo un incubo. Quell'uomo con cui avevo dialogato in libreria e con il quale feci l'amore sul lungomare ora mi avrebbe ucciso. La porta si aprì. Un attimo e sentii soltanto il rumore dello sparo mentre un calore intenso e devastante mi stava divorando la spalla sinistra. Quel fuoco mi tolse lentamente le forze.
Mi girai e l'immagine di Lui seduto su quel letto con la pistola in pugno rivolta verso me e con lo sguardo colmo di odio fu l'ultima cosa che vidi prima di svenire.
"Grazie per la sua testimonianza e deposizione Signorina......." - mi disse congedandosi il Commissario di Polizia lasciando la stanza dell'Ospedale dove mi risvegliai. Ancora una volta sentii ripetere quel nome: il mio nome e quello di Lei.
lunedì 27 ottobre 2008
Ottobre rosso
Ringrazio di cuore chi si è ricordato di me nei commenti del mio precedente post, davvero gentili, mi avete fatto molto piacere in un momento in cui il mio buonumore ha deciso di andare in ferie. La natura come al solito in questo periodo è stupenda. Le sfumature dei tanti colori stupendi dell'autunno mi fanno star bene. Spicca fra tutti il rosso....come non ammirare il rosso, come rimanere indifferenti al rosso. Forse è per questo che ho scelto il rosso come sfondo di questo blog e in questo caso più che mai adoro il rosso dell'autunno, anzi del mese di ottobre, il mese in cui sono nata: ottobre rosso quindi, come la passione.
Un bacio
sabato 11 ottobre 2008
Io, Blogbuster e Isabel

Se volete conoscere il mio pensiero in proposito, Blogbuster ne ha pubblicato la recensione.
Come al solito siete i benvenuti qui e qui.
Un bacione a chi passa di qui ...
giovedì 4 settembre 2008
Il cavaliere e la rana
No, no mi spiace. Non sto parlando di quel Cavaliere, quello della famosa frase: ".....mi consenta", no, non è Lui, sto parlando di un cavaliere anonimo protagonista di una barzelletta che mi hanno raccontato e che voglio riproporre qui anche a voi, sperando vi faccia almeno sorridere."" C'era una volta molto tempo fa, ai tempi del Medioevo un ardito e valoroso Cavaliere che aveva, ahimè, un grosso problema. Ebbene sì, si trattava proprio di un "grosso" problema. Infatti l'ardito Cavaliere era dotato di un..... come posso chiamarlo....arnese, attributo, pipino, pisello...insomma il suo Willy.... troppo lungo a tal punto che aveva difficoltà nell'indossare l'armatura e addirittura le gentil donzelle alla sua vista si spaventavano. Disperato, sconsolato e non sapendo più cosa fare chiese aiuto al Mago Merlino che gli suggerì : "Vai allo stagno dove troverai la rana, signora dello stagno e corteggiala. Lei sicuramente rifiuterà i tuoi inviti e le tue avances. Ad ogni suo rifiuto il tuo "problema" magicamente si accorcerà. "
Tutto soddisfatto del consiglio il prode Cavaliere si dirige allo stagno dove trova la rana e inizia a corteggiarla ed adularla.
Cavaliere: " Buongiorno carissima. Come stai? Come sei carina....bla...bla...bla...Vorresti uscire con me? "
La rana: "NO"
Il Cavaliere controlla il suo pisello e miracolosamente lo vede accorciato di 10 cm: ora è lungo 35 cm....ancora troppo lungo e quindi continua a corteggiare la rana.
Cavaliere : " Ma sai che sei davvero adorabile...bla...bla....bla.... mi daresti un bacio?"
La rana: " NOOOOO"
Ora il suo arnese misura 25 cm...Il Cavaliere fra sè e sè pensa: "Ancora un po' troppo lungo. Tutte le signore ancora si potrebbero spaventare. Sarebbe meglio ancora un po' più corto" e così continua ad adulare la rana: " Ma su dai carissima rana....bla...bla... sei proprio sicura di non voler uscire con me?"
La rana spazientita e indispettita gli risponde: " NOOOO.....NOO......e poi NOO!!"""
Beh...spero proprio vi abbia fatto sorridere....comunque davvero....è proprio una barzelletta di altri tempi ;)
Un bacio a chi passa di qui....imperdonabile come non mai ho ancora un periodo un po' impegnativo e non riesco a passare a leggere i vostri post come invece prevedevo di fare. Mi scuso con tutti voi .... dopo il 15 settembre sarò sicuramente più presente on line .
lunedì 28 luglio 2008
......e ritorno da Lui
Eccomi di nuovo qui a scrivere dopo una lunga pausa. Grazie a tutti voi che siete comunque passati di qui e mi avete lasciato un messaggio. In particolar modo ad Andrea, Scorpio79, Orchideablu, Kniendich, Daniele Verzetti, Scarlett, Ross, Baol, Mat, Spiderfedix, Chit, Freespiritman, Angie. Un benvenuto particolare ai nuovi arrivati: Bingo e Tempesta. Un ringraziamento speciale a Max che mi ha ricordato di avermi assegnato tempo fa il Premio GRAFICAMANIA, mi scuso per averlo dimenticato e non aver provveduto alle nominations. Lo farò quanto prima.Sono ritornata al lavoro, alle mie abitudini, al mio blog e a voi amici che vi ho trascurato un pochino e me ne dispiace. Mi si prospetta ancora un periodo un po' particolare di lavoro, di ferie e di impegni vari. Cercherò di passare a trovare e a salutarvi quanto prima per farmi perdonare....ma vi confesso che sono tornata in particolar modo per Lui
E' calmo, agitato, impetuoso, pericoloso, grintoso, accogliente, insidioso, misterioso, allegro, vivace, arrabbiato, gioioso, spiritoso, tenebroso, ammaliante, incantatore, giocoso, amoroso, salato, profumato.

