giovedì 8 maggio 2008

In penombra - racconto osè

Racconto erotico di fantasia
Era una giornata qualsiasi che stava svolgendo al termine in una Genova stanca. Gli uffici svuotati, i parcheggi semideserti, le strade affollate di gente silenziosa e pensierosa. Uomini con vestiti e giornali sgualciti. Donne con il trucco spento cariche di borse della spesa. I bar pieni per l'immancabile aperitivo serale. Gente che corre, sale e scende frettolosamente dagli autobus, clacson nervosi, il caso del traffico cittadino che accompagna le ultime ore di una lunga giornata qualsiasi.
Miriam spense la lampada e il computer che aveva sulla sua scrivania. Era tardi. Avrebbe fatto tardi alla festa che l'attendeva per festeggiare l'avanzamento di carriera della sua più cara amica e collega Betty. Sapeva che avrebbe fatto tardi e sapeva anche che a quella festa avrebbe rivisto lui. Aveva paura di rivederlo, aveva paura di sentire dentro di lei ancora quelle emozioni, aveva paura di sentire il suo cuore battere all'impazzata, il suo respiro farsi più ansioso e il suo corpo fremere ad un solo suo sguardo. Forse proprio per questo dentro di sè non voleva arrivare in tempo a quella festa. Il solo fatto di rivederlo era per lei una tortura ed un piacere. Sapeva che non aveva speranze con lui. Lui era di un'altra: era di Betty o almeno così lei credeva e aveva sempre creduto. Una doccia calda fece scivolare via la stanchezza. Nuda davanti allo specchio si disegnò gli occhi solo con l'eye-liner facendo risaltare la profondità del suo sguardo e dipinse le labbra con un rossetto rosso. Indossò il vestito che aveva comprato per l'occasione: un tubino nero con un'ampia scollatura che lasciava vedere una schiena perfetta accarezzata dai suoi lunghi capelli biondi. Mise l'unico gioiello che amava sempre indossare e senza il quale le sembrava di essere nuda: un paio di orecchini di brillanti. Scarpe con tacchi alti a spillo che evidenziavano ancora di più le sue gambe. Era pronta per quella festa snob alla quale non poteva assolutamente mancare.
Guidava piano attraversando una Genova che di notte è ancora più bella. Allungò di proposito il tragitto prendendo la strada che costeggiava il mare. Aprì il finestrino per respirare l'aria salmastra portata da una leggera brezza. Aveva bisogno di rilassarsi il più possibile. Ci sarebbe voluto tutto il suo coraggio, la sua forza e la sua grinta per affrontare quelle persone o meglio ancora, per affrontare lui. Lo aveva desiderato fin dalla prima volta che lo vide. Era il ragazzo della sua migliore amica.
"Miriam ti presento Claudio" le disse Betty.
"Piacere di conoscerti".
Si sentì ipocrita e falsa in quel momento. Lei lo conosceva già. Betty le aveva raccontato tutto di lui. Si confidava con lei. Sapeva ogni cosa. Conosceva i suoi punti deboli, le sue ambizioni e sapeva del suo strano modo di fare l'amore. Era proprio questo che la emozionava e la imbarazzava di più. Miriam conosceva bene quell'uomo. Claudio non aveva quasi più segreti per Miriam attraverso i racconti di Betty e lei lo desiderava sempre di più. Una deliziosa tortura e un perverso piacere le percorrevano il corpo quando Betty le raccontava quando e di come facevano l'amore in quel particolare modo.
I brusii della festa si sentivano nell'atrio del portone d'ingresso. L'ascensore salì fino all'attico dove la festa era all'apice. Musica in sottofondo accompagnata da un tintinnio continuo di bicchieri e da un continuo vociare.
"Era ora Miriam, ti aspettavo..." la accolse Betty con entusiasmo" sto per fare il mio discorso agli ospiti. Mancavi solo tu!"
"Scusa, ma ho trovato traffico..."
Gli piacque raccontarle quella bugia. Non aveva mai provato una sensazione così prima. Non era mai stata gelosa nè invidiosa di Betty. Erano amiche da anni, dai tempi dell'asilo. Avevano condiviso tutto, gioie, dolori, amicizie, lavoro e in un certo senso anche Claudio.
In fondo arrivare tardi alla festa era proprio quello che voleva. Non aveva voglia di intrattenersi a chiaccherare. Molti per lei erano solo degli snob ipocriti.
"Ciao Miriam, come va?"
La voce di Claudio la fece sussultare. Non si era accorta di lui. Era alle sue spalle. Si girò lentamente mentre il suo cuore fece un tuffo nel vuoto.
"Sei incantevole stasera. Per favore fammi compagnia mentre Betty fa il suo discorso..."
Era quello che più temeva. Averlo al suo fianco mentre Betty era impegnata a far funzionare tutto per la perfetta riuscita della festa. Tutto quello che si dicevano erano parole ovvie, discorsi scontati, frasi sciocche. I suoi occhi non smettevano di guardare le sue labbra, le sue mani e i suoi occhi. Non ascoltava le parole, ascoltava solo la sua voce.
"....vieni" e così dicendo le posò le dita sulla schiena nuda. Bastò quel piccolo gesto per farla rabbrividire di piacere e inevitabilmente la sua mente pensò a quel suo strano modo di fare l'amore.
Per tutta la sera Claudio non perse occasione per sfiorarla e per poter quindi rivedere in lei quel guizzo dettato da emozioni e sensazioni che al suo sguardo attento non sfuggirono.
La corteggiò elegantemente come mai si sarebbe aspettata. Le dimostrò il suo interesse, le sue intenzioni che andavano ben oltre l'amicizia. Miriam era sorpresa, lusingata, confusa ed eccitata.
Il party continuò quasi fino al mattino seguente. Betty ebbe i suoi momenti di gloria e la certezza che gli ospiti avevano trascorso una gradevole serata. Tutti avevano bevuto un po' troppo, soprattutto Miriam.
"No, tu non guidi in questo stato. Claudio ti riaccompagnerà a casa, tanto è di strada" suggerì amorevolmente Betty.
"N-no, non ti preoccupare...." balbettò Miriam.
"Ti accompagno io" sentenziò Claudio.
Il breve viaggio fu silenzioso. Non osavano parlare. Tutto sarebbe stato inopportuno e inutile. Era un silenzio fatto di sguardi sensuali, di sospiri soffocati, di ebbrezza emotiva, di una complice e inaspettata intesa.
I pensieri di Miriam non erano altrettanto silenziosi. Mille domande, mille dubbi si affollavano nella sua mente. L'attrazione che provava da sempre per Claudio sembrava prendesse il sopravvento all'amicizia che da anni la legava a Betty. Forse aveva bevuto troppo, forse era l'euforia di sentirsi desiderata, forse era la voglia di lasciarsi andare come da troppo tempo non faceva, forse era la passione per Claudio da troppo tempo soffocata che le stava esplodendo dentro, ma decise in quell'istante che non avrebbe fatto nulla per fermare quei momenti, avrebbe lasciato fare al destino e a Claudio.
"Ti accompagno su" disse dopo aver parcheggiato. Lei non fiatò, lasciò dire e fare, non si oppose e annuì abbozzando un sorriso. L'appartamento era innondato da una penombra regalata dalla luce delle prime ore di un caldo mattino di fine giugno filtrata dalle persiane socchiuse.
Lei entrò per prima e si diresse verso la finestra del salone.
"No, non aprirla. Fermati." le disse "Ora spogliati, ma lentamente".
Claudio rimase nascosto nell'ombra. Lei non poteva vederlo, sentiva solo la sua voce calda, morbida e decisa, non aveva più volontà, obbediva soltanto.
Rimase completamente nuda con solo gli orecchini di brillanti nella penombra che le delineava il profilo e lasciava intravedere i seni. L'essere nuda con la consapevolezza di essere guardata fece accrescere ancora di più la sua voluttà. "Girati" continuò la voce. Lei si voltò verso la finestra. Lui le si avvicinò. Poteva sentire il calore del suo corpo e il suo respiro ma ancora non la toccava, non la sfiorava neppure. Raccolse da terra il leggero e sottile scialle di seta di lei e le bendò gli occhi. Iniziò a sfiorare dolcemente con le labbra il viso, il collo e tutto il corpo. Lei voleva fare altrettanto ma lui le fermò le mani. "Ferma, non ti muovere, per ora..." le disse.
Miriam sapeva che lui amava fare così, questo era il suo modo originale di fare l'amore che le aveva raccontato Betty: lui poteva vedere, toccare, annusare sentire, gustare. Lei avrebbe potuto fare tutto tranne vederlo. Quante volte si era immaginata di fare l'amore con lui e ora quel sogno era diventato realtà.
Le labbra e la lingua di Claudio si soffermarono a lungo sui seni e sul ventre scivolando ancora più giù e si fermarono fra le gambe leggermente divaricate. La sentì fremere di piacere quasi subito in un orgasmo troppo a lungo attesa e desiderato. I suoi occhi erano sempre bendati quando la prese fra le braccia e la adagiò sul letto. Solo in quell'istante lei sentì che lui era completamente nudo. Si era spogliato prima mentre era nell'ombra e lei inconsapevolmente si era spogliata insieme a lui.
I baci ora erano più profondi, più passionali, più intensi, lei assaporava il sapore del suo sesso rimasto sulle labbra di lui. Con gli occhi bendati i suoi restanti sensi erano più attenti, più stimolati e attivi. Ora lei si muoveva come voleva, lo stringeva, lo accarezzava, lo baciava ovunque. Ispezionò ogni centimetro del suo corpo con la bocca. Lui lasciava fare. Le piaceva averlo in suo potere. Lo sentiva gemere e completamente abbandonato. Il sapore e il profumo del suo corpo erano terribilmente eccitanti. I loro corpi erano madidi di passione e di sudore. Lei dolcemente e avidamente si soffermò sul suo sesso. Voleva sentirlo crescere sempre di più nella sua bocca e si fermava tutte le volte che sentiva che stava per raggiungere l'orgasmo e deviando i suoi baci altrove, lo lasciava spietatamente in attesa che la sua bocca ritornasse. Voleva ritardare il suo orgasmo il più possibile, una sorta di vendetta per tutto il tempo che lei lo aveva desiderato inutilmente e ci stava riuscendo.
Lo voleva fare soffrire di desiderio, come aveva sofferto lei. Lui stava al gioco. Era atrocemente bello soffrire di desiderio e di passione.
"Non ancora, non ancora..." lei gli diceva e ora era lui che obbediva.
I sensi di Miriam sempre più stimolati e acuti dagli occhi bendati. Non aveva mai fatto l'amore così prima di allora. Non aveva mai provato quelle sensazioni, non credeva che poteva non essere così importante vederlo mentre facevano l'amore. Conosceva il fisico atletico e seducente di Claudio, lo aveva visto tante volte. Ora erano le sue mani che guardavano per lei e trasmettevano alla sua memoria ogni curva del suo corpo e lei lo riconosceva. Gli fu sopra e lo accolse dentro di lei. Si muoveva lentamente. Doveva attendere ancora e ancora. Poi decise che era giunto il momento e nella sua bocca fece terminare quella lente e piacevole agonia.
Si coricò vicino a lui e rimasero abbracciati. Finalmente Claudio le tolse la sciarpa di seta dagli occhi. Miriam sembrava svegliarsi da un lungo sogno. I suoi occhi ora vedevano, la sua mente registrava ogni singola ombra, ogni particolare di quel letto sfatto, i vestiti a terra. Ora poteva vedere quel corpo nudo che aveva posseduto e amato con tanta passione e livore. Ora era tutto talmente chiaro e nitido.
"Come stai?" le chiese. Non rispose, ma il suo sguardo parlò per lei. Ora cosa sarebbe accaduto? Era stata a letto con il suo fidanzato della sua migliore amica.
"Non ti preoccupare per lei, Miriam. Betty sa che sono qui...con te!" rispose Claudio sorridendole. "E' una vera donna per me e una vera amica per te, non l'abbiamo persa, nè io nè te....ma questa è l'unica volta..." Miriam lo interruppe con un bacio: "Va bene Claudio. Ti prego....non aggiungere altro, per favore basta così, ho capito."
Rimasero così vicini ancora per poco. Claudio iniziò a rivestirsi. La salutò con un bacio e chiuse la porta dietro di sè.
Il sole era già alto e un'altra giornata qualsiasi stava iniziando su Genova. Per Miriam non era una giornata qualsiasi e niente e nessuno sarebbe stato più come prima nè Betty, nè Claudio, nè lei. Ora avevano un'altra esperienza da condividere lei e Betty, ma nessuna delle due ne avrebbe mai parlato all'altra. Sarebbe stato il loro comune e tacito segreto che avrebbe cementato ancora di più la loro già consolidata amicizia. Betty non raccontò mai più nulla a Miriam di quando faceva l'amore con Claudio e Miriam non volle mai più sapere nulla in proposito.

19 commenti:

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Mi permetto di commentare qui i tuoi racconti per fare un discorso più articolato e legato alla lettura complessiva degli stessi.

Sicuramente questo racconto nel quale sto postando il commento è forse tra i più eccitanti ma quelli che mi hanno colpito di più sono quelli che si staccano dalla sola componente erotica per svoltare di 360° (l'atto sessuale consenziente che si trasforma poi in uno stupro ne "il sapore della vendetta" ed al riguardo forse troveresti una mia poesia "Uomini" legata in parte a questo tuo racconto per il tema trattato anche se partendo da diverse angolazioni) o Rendez Vous con la passione per la morte ed un finale sconvolgente ed intenso o, invece, "Segreto di Donna", con un finale che non ti aspetti.

Difficile per me scegliere ancora tra questi tre quello da votare.

Ciao
Daniele

elle ha detto...

@ Daniele Ver: grazie mille per averli letti tutti. Onorata. Davvero gentile e paziente.
In effetti sono uno diverso dall'altro. Cerco sempre di creare un racconto che non abbia come tema centrale solo puro erotismo. Questo è quello che amo di più.
Un abbraccio e alla prossima... :)

antonio76 ha detto...

Ciao Elle.. il racconto lo ricordavo, ma lo rileggo con piacere.. in verità a rileggerlo ora che lo conosco già mi emoziona un pò meno, ma è normale.. e comunque resta il giudizio immutabile su una scrittura sensuale ed elegante :-)
(E poi.. ewwiwa la Carfagna, nuova ministressa delle donne italiche :-) eheheh..)

elle ha detto...

A ANtonio76: avevo bisogno di ripostarlo ora ;)

Raz ha detto...

Fregoli era un grande ma io ho cambiato i pannolini anche a Arturo Brachetti, non lo sapevi, SAPEVALO!
La vignetta rimane un debito nei tuoi confronti, ma ahimè! Ancora non posso finkè non torna il mio Mac, non lasciarti ingannare dal nuovo post in realtà si tratta di materiale riciclato, un po' come il tuo eroracconto, ero sì, ma riciclato, tu +ttosto non avevi promesso un nuovo "ero" dopo le ferie?

Ciao GlamourWoman.

Kniendich ha detto...

Ognuno dei tuoi racconti esprime una particolare emozione, sia essa erotica che puramente sensuale, ed è bello rileggerli, non ci si stanca mai..

Buona e dolce notte...

elle ha detto...

a raz: già avevo promesso, ma ho molte idee ancora confuse

a Kniendich: grazie. l'ho postato solo perchè mi ricorda degli avvenimenti di quando lo postai, circa un anno fa

orchy ha detto...

Fortuna che Miriam non è mia amica.. :-DDDDDD
Ciao Cara... buona notte...

Raz ha detto...

Chissàchissà ke avvenimenti saranno? Io un'idea ce l'avrei...
A proposito ma xkè voi donne, tutte! E non dire io no, dopo ci fate sempre la stessa fatidica domanda: A ke cosa stai pensando?-
Noi, x almeno una decina di minuti dopo il fatto abbiamo il melone assolutamente vuoto, siamo totalmente incapaci di pensare e, nel caso, non pretendereste mica ke ve lo dicessimo veramente!
E poi, ti è piaciuto? Non te ne 6 accorta se mi è piaciuto? Semmai sarei io quello autorizzato a chiederlo a te ke puoi simulare, ma non te lo chiedo, lo dò x scontato, ci mancherebbe altro c....!
E ancora, Mi addormenterei così, starei così tutta la notte, eh no tesoro, mi stai schiacciando la femorale da qui a 10 minuti avrò la gamba completamente necrotizzata.
Non se ne parla nemmeno.....Amore.

elle ha detto...

a orchy: oppure potrebbe essere davvero amicizia o lui che avrebbe potuto dire una piccola bugia ;) il racconto può essere interpretato in vari modi no?

a raz: personalmente sono una persona di poche parole ;)

Baol ha detto...

Ogni volta mi meraviglio piacevolmente delle sensazioni che riesci a dare ma soprattutto di come le descrivi le sensazioni.

vinci ha detto...

Li farò leggere alla mia compagna...vediamo che reazione avrà :)

Ovviamente è una provocazione

Mat ha detto...

il racconto è come sempre coinvolgente elle. molto coinvolgente.

e ti dirò che non è la prima volta che mi ci ritrovo nei tuoi racconti.

sarà che forse abbiamo lo stesso approccio al sesso, chi lo sa.
ma in fondo, credo che alla base di tutto ci sia la complicità. e quando questa è fortissima tra due persone allora l'approccio è lo stesso...le voglie, i desideri sono gli stessi.
persino i tempi sono gli stessi.

un bacione

ELLE ha detto...

a Baol: grazie davvero

a Vinci: per la tua compagna?

a Mat: addirittura tutte queste cose? mi rendo conto che i racconti erotici sono erotici e possono dare certe emozioni ma questo direi che è soprattutto sensuale ;) buona giornata

giraffa.c ha detto...

Ciao Elle, mi sembra di averlo già letto, o forse ricordo male? Mah, sto invecchiando..sei sempre brava a creare delle atmosfere sensuali e molto particolari:-) ho cambiato "casa", se hai un po' di tempo passa a trovarmi, magari mi dici cosa ne pensi, mi farà molto piacere! Un abbraccio

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Mi ricordavo bene che l'avevi già postato infatti vedo il mio commento dellepoca

elle ha detto...

a giraffa: non ti sbagli. Racconto elaborato agli inizi della mia carriera di blogger, più di un anno fa

a daniele: leggasi risposta per Giraffa

bonaventura ha detto...

ciao Elle cara. rieccomi a leggerti, sempre volentieri, dopo un po' di assenteismo...i miei sogni sono di nuovo popolati di fantasie erotiche simili a questa. peccato siano solo sogni...a presto cara, baci. gianluca.

Dream ha detto...

Capito qui cliccando il tuo link da un blogger-amico siciliano.premetto che ho letto solo (per ora) questo racconto.
Il tema di innamorarsi del ragazzo della migliore amica fa parte della vita.Come quello di innamorarsi della ragazza del migliore amico.
Non viene invece riconosciuto l'innamorarsi di un amico/a che secondo me avviene con la stessa frequenza.Non sto parlando di amicizia che si trasforma in amore,mi chiedo se è possibile restare amici.
Al contrario non credo al "non ti amo più ma restiamo amici".

Ciao :)

Al