venerdì 18 gennaio 2008

Segreto di donna

RACCONTO EROTICO di fantasia
“Buonasera signore” gli disse il cameriere “mi segua prego” e lo accompagnò al tavolo che lei aveva prenotato a nome B....... L’appuntamento era per le 8 di sera direttamente al ristorante. Atmosfera perfetta per un incontro galante, un ristorante di lusso e il pianoforte che deliziava gli ospiti con lenti brani musicali che avrebbero fatto da colonna sonora alla serata.
Doveva attendere l’arrivo di lei e nel frattempo osservava con curiosità gli altri commensali in quel locale non troppo affollato: due coppie di innamorati, alcuni uomini d’affari riuniti in una informale cena di lavoro e un uomo solo.
Roberto era elegantissimo, seducente nel suo abito e impeccabile. Aveva curato nei minimi particolari ogni dettaglio della sua persona. Voleva essere perfetto interessato com’era a quell’appuntamento. La vide entrare e dirigersi verso il suo tavolo. Non immaginava fosse così affascinante, una splendida donna di neppure quarant’anni, ne rimase esterefatto. Quell’unica foto che aveva visto di lei su quel quotidiano non era sincera, gli aveva mentito. La osservò camminare mentre si avvicinava al tavolo, gambe lunghe e slanciate per una camminata sensuale e leggermente ancheggiante. Indossava un vestito di seta nero come un’aderente sottoveste ricoperto di un pizzo che lasciava intravedere la nudità delle spalle, delle braccia e di un generoso decoltè. Roberto ricordava la voce di lei in quelle telefonate e soprattutto nell’ultima in cui diceva: “Ci vediamo alle 8 direttamente al Ristorante La favola ”
Rimase stupito di quella voce calda, decisa e sicura di Irene, un’abile donna d’affari di Milano.
Roberto si alzò, le strinse la mano e l’aiutò ad accomodarsi al tavolo. Il cameriere dopo aver preso l’ordinazione si allontanò. Ora erano di fronte uno all’altra e si osservavano bene con la complicità di luci soffuse e la luce della candela del centrotavola che rendeva i loro occhi ancora più brillanti e profondi. Lei guardò tutto di lui: il colore degli occhi, la forma del suo viso, il collo, le sue mani curate, la sua gestualità e i suoi modi estremamente raffinati. Tutto questo le piaceva molto. Si sentiva a suo agio con lui. Quell’ uomo le trasmetteva dolcezza e tranquillità.
Anche Roberto la stava osservando attentamente. Voleva, doveva capire e conoscere più cose possibili di lei, dai suoi modi, dalle sue mani, dai suoi occhi, dalle sue labbra, dalle sue parole. Non gli sfuggiva nulla. Era affascinato da quella eleganza , da quella pelle rosea che intravedeva sotto il pizzo nero del vestito e da quella scollatura così riservata che rivelava e sottolineava un’intensa femminilità dettata da un seno generoso.
Aveva conosciuto molte donne, tante, troppe. Con ogni donna si poneva la stessa domanda: quale segreto poteva custodire? Lui voleva conoscerli quei segreti e rappresentavano per lui la conquista totale di ogni donna. Irene però aveva qualcosa di particolare. Anche se agli occhi di tutti lei era una abile donna d’affari sicura di sè e decisa, ora lui la scopriva malinconica, abbozzava sorrisi delicati, la sua voce tranquilla, pacata, i suoi occhi tristi e profondi. Una donna che apparentemente aveva tutto, successo, denaro, bellezza.
La conversazione continuò leggera e superficiale fino al termine della cena che volle pagare lei. Non riuscì a capire molto del suo passato e del suo presente. Era piuttosto taciturna, rispondeva vagamente alle domande sottili e argute di Roberto e glissava sulla sua vita privata. Roberto capì che forse quella era una delle poche donne che avrebbe posseduto solo sessualmente.
“ Andiamo?” gli disse.
Uscirono insieme dal locale dove un taxi li attendeva per andare nella stanza d’albergo che Irene aveva prenotato. Roberto avvertì il leggero imbarazzo di lei quando entrarono nell’ascensore.
“Strano” pensò.
Il corridoio dell’albergo per Irene sembrava interminabile. Il desiderio in lei era già presente sui suoi capezzoli e sul suo sesso così abbondante da procurarle fastidio. Il leggero profumo di Roberto l’aveva stordita. I suoi occhi guardavano intensamente la bocca di Roberto e le sue labbra. Ora nella stanza c’era solo il loro silenzio. Roberto si spogliò della giacca e della camicia, lasciandole cadere a terra e slacciò la cintura dei pantaloni.
Irene si avvicinò e posò le sue labbra su quelle di lui delicatamente, molto delicatamente quasi sfiorandole voleva assaporare quelle labbra carnose e allo stesso tempo far crescere in lui il desiderio per lei. Le sfiorò a lungo stuzzicandogli gli angoli della bocca con la punta della lingua. Lo abbracciava e le sue mani scorrevano sulla sua schiena nuda delicatamente seguendone il disegno. Gli slacciò definitivamente i pantaloni e posandogli la mano sul sesso lo accompagnò dolcemente verso il letto. Lo fece sedere sulla sponda e inginocchiandosi fra le sue gambe cominciò ad accarezzarlo sfiorandolo con la punta delle dita. Fece scorrere le sue guance, le sue labbra, i suoi capelli sul suo membro che stava crescendo più voglioso.
Con un gesto rapido si tolse le mutandine e completamente fradicie del suo umore le avvicinò alle labbra di Roberto. Lo baciò ancora sulle labbra e gli sussurrò dolcemente: “ Ora tocca a te, ti sto aspettando“ e così dicendo gli fu sopra e a gambe aperte offrì alla sua bocca il suo sesso.
Roberto iniziò a leccarla delicatamente e gustava quel fluido così denso, abbondante e dolcemente salato. La sentiva sospirare, sentiva il suo corpo in tensione. Irene era eccitatissima, stava per raggiungere l’orgasmo e non voleva. Si allontanò di scatto dalla bocca di lui, coricandosi al suo fianco. “Aiutami a spogliarmi” gli chiese.
Roberto si denudò velocemente. Individuò la cerniera del vestito di lei e la fece scorrere allentando l’aderenza di quello splendido vestito. Lo fece scivolare lasciandole nude le spalle, le braccia e i bellissimi seni ancor più sodi dall’eccitazione e succhiò avidamente i capezzoli turgidi.
“ Non spogliarmi oltre” gli chiese. Rimase così seminuda con il vestito che le cingeva la vita e i fianchi . Era per Roberto ancora più bella. Le loro labbra e le loro lingue si continuavano a cercare in baci appassionati. Le dita di Roberto entrarono con facilità fra le sue cosce e la esploravano con curiosità e desiderio. Era incredibilmente ed esageratamente bagnata, nonostante la sua bocca avesse precedentemente raccolto già tanto di quell'essenza. Entrava e usciva con le dita prima delicatamente, poi più intensamente. Lei lo lasciava fare. Irene voleva sentirsi invadere. I suoi occhi erano chiusi, il suo respiro colmo di desiderio, la sua voce gemeva di piacere.
“Basta per favore” lo supplicò e così dicendo si girò lentamente inginocchiandosi sul letto e divaricò le gambe . A Roberto gli si presentò l’invitante spettacolo del sesso accogliente che lo aspettava. Baciò e leccò ancora quel frutto così succoso prima di penetrarla. “Scopami fino a farmi male” gli chiese. Roberto la penetrò violentemente. Lei emise un urlo di piacere. Era così appagante sentirlo dentro di lei, sentirsi invadere con una leggera e tanto desiderata violenza. Lui si muoveva dentro di lei…ora lentamente…ora più violento e rapido….ora di nuovo lentamente….le sue mani le prendevano i fianchi e lei lo assecondava. Lei mentre si accarezzava gli ordinò: “Lentamente ora, scopami lentamente”.
Roberto affondando dentro di lei, la sentiva bagnata, morbida come un velluto. La sentì urlare mentre raggiungeva l’orgasmo mentre gli chiedeva di non smettere. Riuscì a stento a trattenersi dentro di lei , rimase quasi immobile, muovendosi lentamente nell’attesa che lei si riprendesse dall’estasi. Ora sentiva il suo sesso stringersi ancor di più intorno al suo membro. Questo lo eccitò ulteriormente. Un minuto, forse due e le sue mani ripresero ad accarezzarle i glutei, i fianchi e i seni. Lei non si opponeva. Era nuovamente pronta a provare piacere.
Guidò le dita di lui verso l’ingresso del suo ano. Roberto capì cosa desiderava e dopo aver bagnato il suo dito con liquido sensuale di lei, lo fece penetrare lentamente, mentre non smetteva di muoversi dentro di lei. Questa volta il piacere che Irene provò fu ancora più intenso, più appagante, più forte, più violento, diverso lasciandola completamente senza fiato e senza forze mentre Roberto senza più alcun controllo raggiunse l’apice del piacere e le innondò i glutei del suo liquido caldo e bianco.
Entrambi sfiniti si coricarono vicini e abbracciati e rimasero in attesa che i loro corpi e le loro menti riprendessero tranquillità e lucidità.
“Devo andare” disse lei. “Domattina ho un impegno a cui non posso mancare e devo ancora elaborare una relazione”.
“D’accordo come vuoi tu” – Roberto non obbiettò oltre.
In fondo era Irene che aveva voluto quella serata, che aveva organizzato il tutto, che lo aveva voluto ed ora lo liquidava. Roberto era piuttosto perplesso e si sentiva sconfitto poiché nonostante tutti i suoi sforzi per carpirle più segreti possibili quell’incontro si stava concludendo senza essere riuscito nel suo intento. Aveva ottenuto soltanto alcuni scambi di opinioni, di punti di vista, di colloqui freddi e senza anima, superficiali, freddi così come forse lei aveva calcolato e previsto.
Irene uscì dal bagno e cercò le sue mutandine.
“Mi spiace Irene” le disse Roberto “queste rimangono a me. Le tengo in tuo ricordo. Qui c’è la tua essenza. Mi sei piaciuta molto. Spero di rivederti ancora”.
Irene gli sorrise sorpresa e lusingata, anche se si aspettava da Roberto quella e ben altre adulazioni. “Va bene, sono tue!”
Irene prese dalla sua borsetta una considerevole cifra di denaro in contanti e la porse a Roberto: “Era quello che avevamo pattuito. Controlla pure”.
Roberto li contò e trattenne per sé soltanto la metà del denaro. “Il resto non lo voglio. Sono stato veramente bene con te questa sera. Sei una donna affascinante e molto dolce che non dovrebbe aver bisogno di me, di un uomo che si vende. Ho deciso di farti uno sconto sul prezzo”.
Irene rimase ancor più meravigliata da quella affermazione. “Ti ringrazio molto” gli disse “mi hai saputo non solo scopare bene ma con questo gesto mi hai regalato un’emozione davvero inaspettata. Tu sei un bell’uomo molto richiesto per le tue doti amatoriali e fai uno sconto su una tua prestazione ad una donna ricca e conosciuta come me?! Sei veramente amabile. Mi ricorderò di te. Però non posso accettare….”.
“No. Davvero. Va bene così”- insistette Roberto .
Irene accettò. Lo salutò con un bacio e un abbraccio, stava per uscire e oltrepassare la porta della stanza, quando si fermò, si voltò e guardandolo negli occhi gli disse: “”Sai…ti voglio fare una confidenza. Tempo fa quella stessa cifra che ho speso qui stasera con te per fare del buon sesso, la dovetti spendere da un investigatore privato per sapere che l’uomo di cui mi ero innamorata e che credevo mi amasse era di un’altra. Buffa la vita….vero?!””
Gli sorrise. Un sorriso triste e amaro di una donna malinconica e ferita. Se ne andò lasciandolo solo nella stanza a rivestirsi.
Roberto ora era soddisfatto: era riuscito anche questa volta a conoscere il segreto di una donna, ma era perfettamente consapevole che quello era solo uno dei tanti segreti di Irene.
Aveva ottenuto un piccolo trofeo da custodire nella sua memoria unitamente alle slip di Irene intrise del suo sensuale e denso fluido che avrebbe aggiunto alla sua vasta collezione di souvenir di donne.

1 commenti:

Anonimo ha detto...

è una storia bellissima anche perchè i segreti delle donne sono difficili a carpire e il vostro fascino porta noi uomini a volte ad essere vostri schiavi. comunque da qualsiasi lato, l'amore è sempre bene donarlo senza rimpianti. gae